La moda digitale: tra fashion avatar e phygital shows

La moda digitale: tra fashion avatar e phygital show

30 Ottobre 2020

La moda digitale: tra fashion avatar e phygital show

Una rivoluzione iniziata anni fa, un mondo parallelo in continua evoluzione

Inutile dire che il 2020, oltre a metterci continuamente alla prova, è anche l’anno in cui arte 3D e fashion system si sono inevitabilmente scontrati dando vita ad un nuovo modo di vivere le collezioni, le sfilate e la moda in generale.

Lil Miquela, Noonoouri, Daisy, Imma, Shudu sono solo alcune delle virtual influencer da milioni di followers su Instagram, che da tempo collaborano con le più importanti case di moda. Fashion avatar creati appositamente per veicolare messaggi pubblicitari nel mondo digital.

Per capire come mai importanti brand hanno deciso in questi anni di affidare la promozione dei loro prodotti a modelle e influencer digitali basta osservare il livello di engagement che creano ad ogni loro post. Un recente report di HypeAuditor, mostra che il tasso di coinvolgimento sui social è quasi tre volte superiore rispetto agli influencer reali. Senza contare il fatto che le nuove virtual influencer possono essere anche plasmate e rimodellate sia fisicamente che caratterialmente.

Potrebbe quindi essere la fine del rapporto di schiavitù che già da qualche anno si era venuto a creare tra brand ed esigentissime It girl? Forse ancora presto per dirlo, ma sicuramente gli stanno già dando del filo da torcere.

Eh già, non solo perché sono più accomodanti ma anche perché i corpi di queste nuove virtual influencer sono il manifesto della body inclusivity. Disegnate imperfette per essere concreti e reali emblemi di normalità. Assurdo che in un sistema in cui apparenza e finzione la fanno da padrone, siano proprio loro, madrine di una realtà che non esiste, ad affrontare queste tematiche di diversità e uguaglianza.  

Un altro elemento che le rende così appetibili ai designer di moda è che contribuiscono a creare e rafforzare l’identità del brand. Nessun limite alla creatività che può sprigionarsi senza confini, sorprendendo il consumatore con creazioni inesistenti e andando contro le regole, anche quelle della fisica.

Il 2020 è sicuramente l’anno in cui maggiormente abbiamo visto consolidarsi l’utilizzo del 3D per sopperire ad alcune mancanze, come ad esempio la difficoltà (talvolta l’impossibilità) di organizzare grandi eventi e sfilate durante una pandemia mondiale.

Sfilate virtuali con avatar al posto delle modelle. Chi l’avrebbe mai detto?

GCDS ad esempio durante l’ultima Milano Fashion Week ha deciso di far sfilare avatar e presentare quindi la collezione P/E 2021 interamente in digitale. In Out of this World (titolo dello show) oltre agli avatar delle modelle, il brand milanese si è divertito a realizzare quelli dei personaggi famosi in front row, come Dua Lipa, Chiara Ferragni e Fedez, piuttosto che il duo Giorgia Tordini e Gilda Ambrosio.

Sfilata GCDS – Out of this World

Anche Christian Louboutin goes digital mettendo in scena Loubi World. Infatti, per far scoprire la sua collezione P/E 2021 in occasione della Paris Fashion Week, collabora con Zapeto, app che unisce realtà virtuale e gaming. Al Loubi World tutto è possibile, come creare la versione avatar di sè stessi, vivere i luoghi più magici di Parigi, partecipare a party esclusivi e perfino farsi un selfie con Christian Louboutin versione avatar. Inoltre è possibile accumulare monete per acquistare prodotti virtuali all’interno degli store brandizzati. Ovviamente, come le sfilate, accesso riservato solo a stampa e ad alcune celebrity.

Il Loubi World di Christian Louboutin

Insomma questa nuova realtà che stiamo vivendo, e ora mi sto riferendo a quella creata dal Covid, ha tirato fuori modalità davvero inedite e insolite per consentire ai designer di presentare le proprie collezioni.

Si tratta solo di una moda passeggera oppure gli avatar saranno davvero il futuro della moda?

Una cosa è certa, si tratta di un fenomeno in grande crescita e come abbiamo visto negli ultimi tempi si sono rivelati davvero utili per poter affrontare questo anno difficile.

Aziende come Yoox e Sunnei hanno deciso di puntare la loro strategia in questa direzione e rendere l’esperienza dei propri clienti sia b2b che b2c ancora più customizzata.

Yoox ha infatti di recente implementato YOOXMIRROR, applicazione all’interno dell’app Yoox che permette ai clienti di diventare fashion stylist e abbinare virtualmente abiti, accessori, borse e scarpe. La novità di quest’anno è la possibilità di personalizzare il proprio avatar scegliendo il volto (inserendo perfino il proprio), forma fisica e colore della pelle.

YOOXMIRROR

Mentre Yoox è sicuramente più customer oriented, Sunnei decide invece di puntare sui suoi clienti retailer lanciando Sunnei Canvas, lo scorso 15 luglio in occasione della Milano Digital Fashion Week. Si tratta di una piattaforma digitale che consente a 30 retailer selezionati di customizzare 50 capi iconici del brand presentati completamente in bianco e appunto su avatar. Da qui il nome canvas, infatti i retailer selezionati hanno la possibilità di modificare a loro gusto design, fit, tessuti e colori di questi capi creando collezioni tutte diverse e che saranno dedicate per ogni store. Il progetto sviluppato dallo studio milanese Pezzo di Studio, punta sicuramente a valorizzare e rafforzare il rapporto one-to-one fra brand e retailer trasformandolo in una vera e propria collaborazione.

Ma quindi cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi anni?

Senza dubbio iniziative come quella di Sunnei sono da premiare, perché ricreano un dialogo differente tra designer e buyer… ma siamo certi di voler vedere la moda interpretata solo da avatar? Esisteranno più top model alla Naomi Campbell o Kate Moss? :O